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Zuzu e Giorgio Poi: "Giorni felici" tra fumetto e musica

Fumetto e musica protagonisti al Teatro Bibiena di Mantova per Festivaletteratura

Giorgio Poi alla chitarra e voce e Zuzu a Festivaletteratura
Zuzu, Giorgio Poi e Irene Graziosi a Festivaletteratura

Arrivare al Teatro Bibiena di Mantova trasmette subito una certa emozione e un certo timore reverenziale. D’altronde qui, tantissimi anni fa, suonò un giovanissimo Mozart e quando si racconta questo avvenimento un po’ i brividi si impossessano del tuo corpo e della tua anima.

Ma torniamo a noi, ovvero all’evento “Zuzu vs. Poi” al quale ho scelto di assistere nell’ultimo pomeriggio di Festivaletteratura nella mia Mantova. Perché l’ho scelto? Perché amo quando si mescolano diversi arti, in questo caso la musica, il disegno e la creatività che le lega. E durante l’incontro, moderato da Irene Graziosi, le arti, i sentimenti, le ispirazioni hanno dialogato, si sono raccontate in modo spontaneo e libero grazie alla sensibilità degli artisti protagonisti dell’evento.


“Giorni felici”: tra il fumetto di Zuzu e la musica di Giorgio Poi


I disegni colpiscono, la musica interpreta, la mente si lascia trasportare in questo viaggio immerso tra creatività, emozione e condivisione. Si sono conosciuti grazie a un disegno, Zuzu (Giulia Spagnulo) e Giorgio Poi. Un disegno, non in vendita, che aveva suscitato l’interesse del cantautore. Uno scambio di battute e poi la collaborazione partendo dalla bozza di fumetto dell’illustratrice intitolato "Giorni felici" (edito da Coconino Press). Frammento dopo frammento il puzzle ha preso forma e di pari passo la musica e le parole. In realtà la canzone è arrivata in tempo record. Quando ciò che percepisci ti colpisce e quelle emozioni le stavi già assaporando tutto viene naturale. E così è stato.


“Giorni felici”: l’ascolto live al Teatro Bibiena con Benjamin Ventura al piano e Giorgio Poi (voce e chitarra)


Ascoltare dal vivo la canzone “Giorni felici” proprio al teatro Bibiena in acustico ha suscitato una certa emozione. Un testo da ascoltare, da fare proprio e da collegare a ricordi, stati d’animo o esperienze.


“Ma dedicami un'ora dei tuo giorni felici

Di quelli che si contano

Di quelli in cui sorridi

Senza nasconderti

Armata fino ai denti per difenderti”


Un testo da leggere, tutto. E da rileggere alla luce del fumetto dal quale ha preso spunto. Un testo che racconta per immagini e che induce alla curiosità di capire, sapere di più.


“…È un anno da pescecane anche per me

Ti ho vista cercare

Su Google le strade

Conquistare terre lontane

Scrivevi lettere d'amore alle dogane

Sognavi strade gelate

E baci con le labbra spaccate

Porti la tua fotografia nelle ambasciate

Bussi alla porta di città occupate”


Immagini e ricordi. Andate e ritorni. E un auspicio, una richiesta spontanea: “dedicami un’ora dei tuoi giorni felici”.


Zuzu e Giorgio Poi: dai sogni, al metodo creativo allo sguardo sul futuro


I sogni ispirano anche se difficilmente si riescono a riprodurre in modo fedele. «I disegni che ho sognato non sono mai riuscita a riprodurli», confida Zuzu. I sogni, un’espressione inconscia, uno stimolo, un alto momento creativo che può, comunque, dare ispirazione per un gesto creativo. E poi ci sono auto convinzioni che si formano nei secondi di dormiveglia. Come quelle che si manifestano in Poi. «Quando sogno una canzone mi auto convinco che esista già». Chissà cosa succede in quei momenti nella nostra mente. Fotografie che vengono proiettate nell’oscurità e che si autodistruggono nel giro di attimi, minuti oppure ore. Frammenti da ricostruire, difficili però da ricomporre in modo fedele. Forse la bellezza dei sogni è insita nel qui e ora. Nell’apparire e sparire. Nell’atmosfera che ci resta appiccicata addosso appena svegli e che è complessa da trasmettere a chi quegli istanti non li ha vissuti.

Dai sogni al metodo creativo. Dalle note vocali inedite con bozze di accordi, melodie e testo condivise da Giorgio Poi al dialogo tra le arti quali musica e testo, disegno e scrittura. «Sembra di dover mettere d’accordo una vera e propria squadra - commenta Zuzu - in cui far dialogare la sceneggiatura, gli attori, i costumi, il disegno». Parte dalle parole, Zuzu, per realizzare il fumetto. Dai dialoghi, lo scheletro della storia. Per poi virare sui personaggi, concepirli, riprodurli, contestualizzarli. Anche una canzone ha necessità di cura a diversi livelli: dal testo, alla melodia, all’arrangiamento, al dialogo tra strumenti, alla metrica. Arti complesse che sprigionano emozione.

E poi le idee. O forse sarebbe meglio dire: prima le idee. Quelle idee che sono fonte vitale per gli artisti. Quelle idee nelle quali si ha fiducia, ma, col tempo, «si diventa sempre più critici nei loro confronti», come sottolinea Zuzu. Idee che «arrivano da un luogo misterioso di cui non abbiamo le chiavi», come ricorda Poi.

Idee da ringraziare per averci regalato arte intrecciata con l’arte. Quella di Zuzu e di Giorgio Poi.


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