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Stadi Tour: con Ultimo cura, bellezza e musica eterna

Aggiornamento: 17 set 2022


Ultimo durante il Tour negli stadi nell'estate 2022
Ultimo in concerto allo stadio Braglia di Modena

Come raccontare un concerto di Ultimo?

«I concerti di Ultimo non possono essere spiegati, vanno vissuti». Così mi disse un’amica dopo aver assistito alla data del 4 luglio dell’anno 2019 allo stadio Olimpico di Roma. Dopo aver sentito quella frase avevo una voglia irrefrenabile di partecipare ad un concerto di Niccolò Moriconi. Nel 2020 successo quello che tutti conosciamo e, come se il mondo avesse corso una maratona lunga tre anni, eccoci finalmente all’estate 2022. Un nuovo disco, un singolo scritto per il tour negli stadio “Vieni nel mio cuore” e tanta voglia di viverlo questo concerto.

Quando passi tre anni ad aspettare qualcosa le idee che si sovrappongono pensando a quel momento sono infinite. L’attesa del piacere è essa stessa piacere? Diceva lo scrittore tedesco Lessing. Forse. Dipende. Anche. Direi io, col senno di poi.

Veniamo al concerto, siamo qui per questo, no?


Il mio primo concerto di Ultimo: cosa mi ha lasciato il giorno dopo?

Sono stata alla data di Modena allo stadio”Braglia”, sold out da mesi. Il mio primo concerto allo stadio, il mio primo concerto di Ultimo, il mio primo concerto in cui ho cantato quasi tutte le canzoni, stando zitta solamente quando volevo godermi l’atmosfera. Eh sì, perché questa benedetta atmosfera di cui tutti parlano esiste, si percepisce, è lì con te ore e ore prima dell’inizio e ti si appiccica fino alla fine del concerto e oltre. È qualcosa di inspiegabile a parole, o per lo meno le parole possono trasmettere una sensazione infinitamente flebile rispetto alla realtà. Ai concerti di Ultimo si vive la musica, si vivono i ricordi, si sogna, ci si lascia andare, ci si guarda negli occhi e si canta insieme come se ci si conoscesse da sempre. Non conosci la storia di chi hai di fianco, ma è come se la conoscessi. La poesia di ogni nota, parola, strumento e voce ti avvolge e non ti lascia più. C’è voglia di condivisione e di godersi ogni emozione che riaffiora. E non importa se ci si commuove o se si sbagliano le parole. Ciò che conta è la connessione con l’artista, con il suo modo di scrivere, di pensare, di regalarci capolavori eterni.


E arrivò, inaspettatamente, il cambio di scaletta

La data di Modena ha avuto un momento (anzi due) particolare: il cambio di scaletta in due punti. Ultimo ha scelto di regalare al pubblico “Racconterò di te” e “2.43 a.m.”: semplicemente due capolavori apprezzati live da tutto lo stadio. E poco importa se ci si aspettava la scaletta delle altre date, quando sei lì in connessione con il tuo artista preferito nemmeno ci si pensa alla scaletta.

Un concerto, quello di Ultimo, che viaggia con i giusti tempi, senza fronzoli, senza pause, senza dilungarsi all’infinito (purtroppo diranno in molti). A parlare è la musica in tutte le sue sfaccettature.

Una menzione speciale per la parte “piano e voce”: da rimanere incantati. È come se non esistesse nulla al di fuori delle note e della voce dell’artista. Sembra di essere soli con lui, con le sue parole e i suoi pensieri. Un momento da custodire e da vivere senza nessun pensiero.


Dal palco arriva l'invito di Ultimo a seguire le proprie passioni

Tra luci, cori, emozione e tanto calore c’è spazio anche per un messaggio senza età dedicato alle passioni. Niccolò ha lottato per la sua passione e si nota la sua forza nel difendere quello che per lui è più di una passione. «Vivete dentro le passioni e siate ossessionati da queste». Un’ossessione sana per rispettarla e per far si che il sogno che ci accompagna possa un giorno tracciare il nostro cammino. Le cose, però, non succedono da sole, bisogna farsi trovare pronti. Come ha fatto Ultimo e come ci sprona a fare in quello che è un abbraccio collettivo in cui si respira sensibilità e cura per la mente e l’anima.

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