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L'atmosfera "Unplugged" creata da Achille Lauro a Bologna

L'artista coinvolge con eleganza e purezza nella data all'EuropAuditorium del 13 febbraio

Achille lauro sul palco
Achille Lauro e la sua band a Bologna

Uno spettacolo elegante, puro, coinvolgente. Sembrava di essere all’interno di una bolla in cui sentirsi bene. Sentirsi a casa tra le parole, la musica e le riflessioni di Achille Lauro nella versione “Unplugged” dei suoi brani.

Nella data di Bologna all’EuropAuditorium il pubblico è stato preso per mano da Lauro, dai suoi musicisti e dall’atmosfera creata. Nulla di sfarzoso o costruito.

Solamente la musica, la voce e le emozioni. E dite poco?

Un concerto che ha saputo alternare momenti intimi a sprazzi più gioiosi, supportati dalle canzoni che invitano ad essere cantate con spensieratezza.

È cresciuto Lauro e si vede, concerto dopo concerto. Proposta artistica dopo proposta artistica. E il suo pubblico - eterogeneo - lo ha capito da un po’.

Canta Lauro, eccome se canta. Ti porta nel suo mondo, nelle sue idee. Non le impone, ma le esprime. Non le esaspera, ma le racconta. Non le forza, ma le lascia libere di volare tra le anime di chi ha volontà di ascoltarle.

E questo è l’artista Achille Lauro. Quell’artista che si mette in gioco, provocando anche, ma mai essendo volgare. La volgarità non gli appartiene. Provocazione e volgarità sono concetti molto diversi e associarli è profondamente sbagliato.

Lauro è puro, deciso, ma anche fragile. E queste sensazioni le ritroviamo nel suo “Unplugged tour” in cui ricrea un’atmosfera intima per raccontarsi e donarsi senza filtri.


Sulle note di “Che sarà” si apre la serata. Una canzone da ascoltare per musica e testo. Un brano cantato da tutto il pubblico con gli occhi incollati al palco per non perdere nessun dettaglio. Non sono mancate i pezzi “sanremesi” quali “Rolls Royce”, “Me ne frego” e “Domenica”, oltre alla versione minimal di “Stripper”, portata all’Eurovision Song Contest nel 2022.


Uno dei momenti più toccanti è stato vissuto durante l’esecuzione di “16 Marzo”, un pezzo che commuove, unisce e rende uniti. Crea un abbraccio ideale con il pubblico, emozionato, coinvolto e libero. Un’unione che si esprime anche attraverso le parole.


Dialoga, infatti, Lauro più volte. Si esprime. Spiega cosa siano per lui le canzoni, ovvero un modo per «fermare quello che ho dentro, quello che succede fuori, le storie degli altri, le storie proprie; molte volte sembra che le canzoni non siano scritte da noi, ma arrivino dall’alto; credo che siano qualcosa di magico. Le canzoni ci rendono molto vicini e uniti».


Una scaletta ricca di successi: da “Femmina” a “Bam Bam Twist”, “Foxy”, “Solo Noi” e “Marilù”, per citarne alcuni.

Non sono mancati i momenti in cui la musica si è donata con eleganza ed emozione grazie ai musicisti che hanno creato atmosfera e magia con una disarmante naturalezza.

Infine l’abbraccio caloroso prima dei saluti: l’immancabile “C’est la vie” cantata sotto al palco da tutto il pubblico. Un momento da custodire per purezza, spontaneità e trasporto.


Il concerto ha visto la presenza della super band composta dal Maestro Gregorio Calculli (pianoforte, mellotron, chitarra acustica), Marco “Lancs” Lanciotti (batteria, arrangiamenti, direzione musicale), Nicola Iazzi (basso), Riccardo “Kosmos” Castelli (chitarra), Amudi Safa (seconda chitarra) a cui si è aggiunta una nuova musicista ovvero Sofia Volpiana (violoncello) per dare un tocco ancora più profondo e suggestivo allo spettacolo.


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